COMUNICATO STAMPA C.Re.S.Co. – Codice dello Spettacolo

Di seguito il comunicato stampa prodotto dal direttivo di CReSCo riguardo il Codice dello Spettacolo: la ripresa dei lavori al Senato   – FILE PDF

 

Codice dello Spettacolo: riprendono i lavori al Senato

Osservazioni di C.Re.S.Co. a riguardo

 

La scorsa settimana sono ripresi in Aula Senato i lavori sul disegno di legge n. 2287 bis “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia”.

Ci preme porre l’accento su due questioni in particolare:

la prima che si ripropone sotto forma di nuovi emendamenti a firma Giovanardi, Giro e Liuzzi – attualmente all’esame della Commissione Bilancio -, e cioè il ripristino a favore del Teatro Eliseo dei 4 milioni di euro già stornati e destinati  nell’articolo 4 del Codice dello Spettacolo a favore di spettacoli e iniziative culturali nelle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto del 2016.

In merito a ciò C.Re.S.Co. si era già espresso attraverso un Comunicato Stampa denunciando l’iniquità di tale stanziamento. Laddove il settore lamenta da sempre insufficienza di finanziamenti si stanzia a favore di un singolo soggetto un investimento straordinario, oltre alla quota di finanziamento FUS già assegnato, di ben 8 milioni di euro.

Ci auspichiamo che la Commissione Bilancio non approvi gli emendamenti presentati.

La seconda: analizzando l’articolato evidenziamo un elemento che ci lascia perplessi: l’introduzione tra i soggetti sostenuti, all’art. 1, comma 2, lettera  g) i carnevali storici e le rievocazioni storiche.

A nostro modesto avviso essi dovrebbero rientrare in apposite leggi regionali, come argomento di materia concorrente ai sensi dell’art 117 della Costituzione, e come già in parte avviene, in quanto attinenti a tradizioni legate ad un specifico territorio.

Il mancato e auspicato aumento del FUS, si è sensibilmente ridotto e ricondotto a 9.500.000 di euro per gli anni 2018 e 2019, e a 22.500.00 dal 2020, che non serviranno certo a dare una sferzata al settore, ma forse a sostenere i nuovi soggetti introdotti e quindi a drenare le uniche risorse aggiunte.

Concludiamo auspicandoci che la legge, ed i decreti attuativi collegati, possano “vedere la luce” entro questa legislatura in modo da dotare, finalmente, il settore di una legge organica.

 

 

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