Progetto “Lo stato dell’arte”

LO STATO DELL’ARTE

 

La creazione è un patrimonio sensibile, del quale prendersi cura collettivamente.

Lo psicologo ungherese Mihaly Csikszententmihalyi nel 2005 definisce la creatività come un evento che è nello stesso tempo culturale, sociale e psicologico. Egli scrive: “La creatività non è il prodotto di individui singoli, ma di sistemi sociali”.

In questo lo aveva anticipato il sociologo e antropologo francese Pierre Bordieu che nel 1984 scriveva che “la cultura può agire come un interminabile circuito di inter-legittimazione”.h

In questa prospettiva, CReSCo – il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea – vuole lanciare un nuovo progetto di indagine e approfondimento chiamato LO STATO DELL’ARTE, con lo scopo di far dialogare tra loro le voci più significative della creazione contemporanea italiana negli ambiti del teatro e della danza. L’idea è che gli artisti possano ritrovarsi a condividere i processi che stanno tracciando in quel preciso momento, cioè tutto quell’insieme di idee, pensieri, visioni che permettono il passaggio dall’idea all’opera.

Non vogliamo che gli artisti si ritrovino per parlare di spettacoli già realizzati e conclusi, vogliamo piuttosto che si incontrino per parlare dei percorsi in fieri; vogliamo invitarli a condividere quella fase estremamente delicata della creazione dove prendono forma le utopie e le immaginazioni e dove la verifica della scena restituisce ancora segnali contrastanti. Lì si annida quello che è più vitale dell’arte, lì – secondo noi – ha senso potenziare i meccanismi di incontro per rafforzare l’idea che la creazione appartiene collettivamente a un sistema, e che è prezioso averne cura.

CALENDARIO DEL PROGETTO LO STATO DELL’ARTE

Il progetto   

Immaginiamo 4 incontri nel corso di ogni anno, a partire dal 2018.

A ciascuno di questi 4 incontri vengono invitati 4 registi e/o coreografi italiani.

Si tratta di 16 persone invitate nel corso di un anno di lavoro.

Per una prima giornata essi discutono tra loro, in una zona protetta, alla quale ogni volta concediamo l’accesso soltanto a 1 o 2 testimoni interessati (cioè curatori o direttori di teatri e festival) e a 1 o 2 narratori (cioè critici teatrali che possano moderare la discussione).

Immaginiamo che il tempo di questo incontro sia lungo per l’intera giornata, 7-8 ore, senza fretta.

Il luogo di incontro sarà uno spazio di lavoro teatrale, dove ogni artista invitato accetterà di aprire il proprio processo creativo nello stadio in cui si trova. Non immaginiamo che si vedano prove aperte o qualcosa di simile, ma uno stadio ancora precedente della creazione. Immaginiamo che buy essay for college online ogni autore possa portare differenti materiali cartacei o cross-mediali, testi completi o ancora non finiti, immagini fotografiche, suoni, forse anche video di prove, e comunque tutto ciò che sta nutrendo la creazione della sua nuova opera.

Immaginiamo che ogni invitato accetti con generosità di aprire il proprio laboratorio creativo e nello stesso tempo sia disponibile a entrare nel laboratorio creativo degli altri tre artisti presenti. Immaginiamo che su questo si possa aprire un dialogo e che questo dialogo possa essere nutriente per tutti i presenti.

Il secondo giorno questo racconto collettivo si apre all’ingresso di spettatori e osservatori esterni, in questo caso persone non invitate, ma che sono interessate al lavoro degli artisti coinvolti e alla narrazione che questi intendono fare dei loro processi in corso. Il laboratorio diventa dunque aperto: immaginiamo un tempo contenuto, di 3-4 ore, dove ognuno dei quattro artisti protagonisti dell’incontro del giorno precedente decide come narrare il proprio “stato dell’arte” al pubblico che verrà ad assistere all’incontro.

In entrambe le giornate, sia nella prima a porte chiuse, che nella seconda, aperta al pubblico, non c’è altra finalità che il confronto, lo scambio, il dono reciproco.

I risultati attesi sono ambiziosi: crediamo che questo tipo di processo possa nutrire i percorsi creativi degli artisti italiani, possa arricchirli, possa farli maturare in un clima di mutuale fiducia con altri colleghi e dentro un humus di pensiero più ricco e complesso.

 

La scelta degli artisti

I venti attuali componenti del Tavolo delle Idee di CReSCo, coordinati da Luca Ricci, si assumono la responsabilità di selezionare i 16 artisti invitati, i testimoni interessati e anche i narratori, coinvolti nel primo anno del progetto.

Cercheremo di individuare gli artisti più vitali del nostro panorama nazionale, tra quelli che in questo momento stanno elaborando progetti di nuove opere.

Dopodiché, con un naturale meccanismo di cooptazione, chiediamo che anche gli artisti partecipanti nel primo anno di attività indichino gli artisti da coinvolgere nel secondo anno, i testimoni interessati indichino altri testimoni interessati e i narratori indichino altri narratori.

Vogliamo creare un processo realmente orizzontale, dove è la scena contemporanea a prendersi cura di se stessa.

 

I luoghi

Nel corso del primo anno gli incontri saranno organizzati nei contesti gestiti da alcuni dei promotori iscritti a CReSCo.

Hanno sinora dato la loro disponibilità: Suq Festival a Genova (giugno 2018), Kilowatt Festival a Sansepolcro AR (luglio 2018), Troia Festival a Troia FG (agosto 2018), Wonderland Festival a Brescia (novembre 2018). Ma l’elenco è passibile di modifiche e aggiustamenti.

Il soggetto ospitante si fa carico di mettere a disposizione uno spazio di lavoro adeguato, di organizzare la giornata aperta al pubblico, nonché di coprire i costi di viaggio, alloggio e pasti per gli artisti invitati, nonché per i testimoni interessati e per i narratori.

Per gli anni a venire altri promotori CReSCo si candideranno per ospitare questi incontri, oppure anche soggetti non iscritti a CReSCo.

 

L’esito concreto

Insieme ai narratori comprenderemo se è pensabile che questo processo generi ogni anno un e-book o un’altra forma di testimonianza scritta del processo in atto. In ogni caso, CReSCo mette nel proprio bilancio annuale una piccola quota perché ci si prenda cura del racconto dell’intero processo.

Immaginiamo che riletti a distanza di qualche anno, tutti questi materiali possano descrivere una preziosa traiettoria per descrivere quello che è, oggi, in Italia, LO STATO DELL’ARTE.

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